La figura del Compagno Adulto è nata all’inizio degli anni ‘80 all’interno dell’Istituto di Neuropsichiatria Infantile dell’Università “La Sapienza” di Roma, sulla base di due diverse esperienze innovative: un Servizio di Accoglienza e Psicoterapia ad orientamento psicoanalitico, indirizzato esclusivamente agli adolescenti, e un Reparto Psichiatrico di ricovero per adolescenti in crisi che si occupava anche, quando necessario, di attivare risorse esterne per i ragazzi ricoverati.

L’incontro tra queste diverse aree di lavoro ha offerto la possibilità di coniugare la sempre più approfondita conoscenza del funzionamento psichico dell’adolescente, nell’ambito della teoria psicoanalitica, con le innovative esperienze nel campo del “fare con”. Da questa unione è sorta la figura del compagno adulto.

La funzione quindi del compagno adulto è quella di accompagnare l’assistito nelle attività quotidiane (dallo studio, al gioco, ad una semplice passeggiata, ecc.) allo scopo di fornire sostegno, rispecchiamento delle funzioni e capacità (pratiche e mentali) e contatto con la realtà attraverso una relazione affettiva significativa.

Il compagno adulto svolge quindi una funzione specifica che si colloca in un’area importantissima che deve essere integrata all’interno delle diverse attività di cura, come la riabilitazione, la psicoterapia ed il sostegno. In altre parole favorisce, attraverso la relazione con l’adolescente, il dispiegarsi dei diversi investimenti di cui l’adolescente ha bisogno per rimettere in movimento le diverse aree del proprio funzionamento psichico.

Segnala questo articolo: [ Digg this digg ] [ Add to del.icio.us del.icio.us ]