freud.gifIl primo modello del funzionamento della psiche teorizzato da Freud, intorno alla fine del diciannovesimo secolo e agli inizi del ventesimo, viene definito “teoria della seduzione”, la comparsa dei sintomi nevrotici origina dall’aver realmente vissuto un trauma sessuale. (“Progetto di una psicologia” del 1895).

Successivamente la constatazione (attraverso anche un’autoanalisi, 1897) che molti eventi traumatici o seduttivi non avvengono realmente, ma sono semplicemente frutto della fantasia dei pazienti, spinge Freud ad abbandonare la teoria della seduzione, in favore della “teoria duale dell’istinto o delle pulsioni”.

Essa si fonda sul concetto di “pulsione”, definita come “un concetto al limite tra lo psichico e il somatico”, “una richiesta di lavoro fatta alla mente”, e che si esprime sotto l’aspetto psichico attraverso la “libido” (termine latino che significa “desiderio”).
Proprio il soddisfacimento della pulsione, raggiunto attraverso la relazione oggettuale, è ciò che permette l’interazione con il mondo.

Inizialmente Freud distingue due tipi di pulsioni: le pulsioni sessuali, miranti alla conservazione della specie, e le pulsioni dell’Io, o di autoconservazione, per la preservazione dell’individuo. Successivamente il modello evolve ancora: la pulsione libidica o pulsione di vita (pulsione sessuale e pulsione dell’Io) viene affiancata dalla pulsione aggressiva o pulsione di morte.

Per quel che riguarda la struttura della psiche Freud nel 1905 propone il modello topico: la mente è composta da tre luogo distinti: conscio (sentimenti, affetti, pensieri, idee ecc. coscenti), preconscio (ciò che può essere volontariamente richiamato alla coscienza) ed inconscio (il materiale rimosso, che non può essere richiamato alla coscienza e che può emergere nei sogni o attarverso sintomi nevrotici o psicotici). Il conflitto risiede nell’inconscio.

Nel 1920, ne “L’Io e l’Es”, il modello si evolve nel modello strutturale della mente: la psiche si compone di tre strutture: l’Es (parte inconscia istintuale da cui originano le pulsioni), il Super-io (in parte cosciente in parte no, cosituito dall’introiezine delle figure genitoriali o di altre come ad esempio i maestri che rappresentano le norme, le regole, la morale) e l’Io (in parte inconscio in parte no, che media tra le due precedenti istanze psichiche).

L’Es, che tende ad il soddisfacimento pulsionale attraverso il processo primario (principio di piacere) ed il Super-io, che nega tale soddisfacimento.

dream-Picasso.jpgIl Sogno”, Pablo Picasso - olio su tela cm 130 x 97, 1932, Ganz Collection di New York

L’Io ha il compito di mediare ed opera attraverso i meccanismi di difesa (processo secondario – principio di realtà).

Il conflitto nasce tra pulsioni e difese, ed in questo contesto il sogno riveste un’importanza fondamentale: esso rappresenta il soddisfacimento dei desideri inconsci (contenuto latente), inappagabili durante lo stato di veglia, mascherato dai processi onirici (contenuto manifesto).

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