Vaknin: Il narcisismo e il problema del male
Pubblicato in Psicologia | Letto 569 volte da 158 visitatori
Un ultimo aspetto che intendiamo affrontare in questo paragrafo riguarda il problema del male legato al narcisismo. Peck e Vaknin sostengono due punti di vista opposti.
Lo psichiatra e giurista americano Peck (1983) afferma che il narcisismo in sé contiene una componente maligna che spinge il soggetto a sacrificare l’altro ai propri bisogni e che attraverso la mancanza d’empatia, che lo caratterizza, permette di ignorare l’umanità delle proprie vittime. In altre parole, secondo Peck, il narcisismo è cieco all’altro ed il soddisfacimento dei propri bisogni si realizza spesso insieme all’aggressione dell’altro; in questo senso i soggetti narcisisti sarebbero mossi da un aspetto maligno insito nella loro struttura di personalità. Spesso le vittime preferite da questi individui sono i bambini, vulnerabili e impotenti, su cui il sadismo e il male possono riversarsi con estrema facilità.
Il male del narcisismo di cui parla Peck presenta due aspetti:
- I narcisisti possono scegliere coscientemente tra ciò che è moralmente giusto e ciò che è sbagliato; e scelgono costantemente ciò che è moralmente sbagliato.
- Tali soggetti, inoltre, agiscono senza preoccuparsi delle conseguenze su di sé e sugli altri
Il punto di vista di Peck non solo implica una visione psicologica del narcisismo ma ha anche delle conseguenze di carattere giuridico. Infatti, la sua definizione di male insito nella struttura narcisistica di personalità, si riflette nella completa capacità di intendere da parte di questi soggetti, e li rende quindi sempre imputabili: scelgono coscientemente di compiere atti moralmente sbagliati senza curarsi delle conseguenze.
La seguente tabella riassume le caratteristiche dei disturbi di personalità che Peck collega al problema del male:
|
CARATTERISTICHE DEI DISTURBI DI PERSONALITA’ MALIGNI |
|
Tendenza costante e distruttiva, spesso sottile, a creare capri espiatori |
|
Intelleranza eccessiva, spesso celata, alle critiche |
|
Preoccpuazioni eccessive rispetto alla propria immagine pubblica, diniego di intenti vendicativi |
|
Tortuosità di pensiero con probabile disturbo schizoide che insorge in situazioni stressanti |
Vaknin (1999), psicologo israeliano che si occupa da diverso tempo di narcisismo, sostiene una posizione diversa. Egli sostiene infatti che i soggetti narcisisti non hanno intenzione di causare dolore e sofferenza nell’altro e non agiscono quindi mossi da intenzioni maligne; sono semplicemente indifferenti all’altro. Tali soggetti agiscono sempre per soddisfare dei bisogni e dei desideri propri, e sono mossi da un senso di onnipotenza caratteristico del pensiero magico che permette loro di affrontare qualsiasi situazione senza curarsi delle possibili conseguenze per sé e per l’altro. In questo contesto quindi il punto di vista dell’altro non esiste, la loro mancanza totale di empatia rende tutto ciò che è altro da sé un oggetto esterno, che in quanto tale può rappresentare solo una possibile fonte di gratificazione.
Dunqe secondo Vaknin il narcisista non ha nessun intento criminale (“mens rea”), sebbene possa commetere atti criminali (“acti rei”). Egli non aggredisce, terrorizza, sfrutta, ecc., gli altri in una maniera fredda e calcolata, ma semplicemente come espressione genuina del proprio carattere. Egli non ha potere di scegliere tra ciò che bene e ciò che è male e vive come profonde ingiustizie, che non riesce proprio a comprendere, le punizioni che gli vengono inflitte in conseguenza di azioni svolte contro l’altro. Il bene è rappresentato dai propri bisogni, a qualsiasi costo e con qualsiasi mezzo; il male rappresenta l’impossibilità del soddisfacimento dei propri desideri e la mancanza di gratificazione. Il suo sistema morale si fonda sul proprio benessere e sul proprio piacere, in termini di strutture intrapsichiche si potrebbe dire che la funzione che dovrebbe svolgere il Super-io, che in tali soggetti risulta essere scarsamente integrato e primitivo, viene assolta dall’ideale dell’Io, e i comportamenti e le azioni che dovrebbero essere mediate dall’Io e dal processo secondario (principio di realtà), venogono guidati dall’Es e dal processo primario (principio di piacere).
In virtù di questa incapacità di scelta che caratterizza individui narcisisti non si può dare un giudizio morale sulle loro azioni, e non possono quindi essere considerati capaci di intendere (art. 85 c.p.).
Il seguente schema riassumo il percorso del narcisismo secondo Vaknin: