L’invecchiamento: terza età e cambiamenti di prospettiva
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L’invecchiare è funzione del tempo ma è anche espressione di variazioni individuali; in altre parole fattori sociali ed evoluzionistici della nostra specie ed elementi individuali (psicologici, biologici, relazionali, ecc.) interagiscono nel determinare l’inizio, la qualità ed il significato dell’invecchiamento.
Per quel che riguarda gli aspetti sociali va detto che l’aspettativa di vita media delle popolazioni occidentali è attualmente aumentata notevolmente e questo ha reso possibile un incremento di studi, approfondimenti, ricerche e sperimentazioni sulla terza età.
Al tempo stesso un cambiamento di prospettiva in campo psicologico, medico e sociale, che ha posto come postulato del concetto di salute non più la semplice assenza di malattia - come affermato dal “vecchio” modello medico di origine ottocentesca - ma la qualità della vita legata al benessere - concetto ereditato da diversi modelli dello sviluppo da Maslow ad Erickson - ha spinto autori e ricercatori ad approfondire i temi della vecchiaia in un’ottica positiva incentrata non solo sugli aspetti degenerativi ma anche sulle risorse e sulle capacità delle persone.
Queste due diverse prospettive hanno quindi creato le premesse per un cambiamento radicale nella visione della vecchiaia che in qualche modo riprende anche una tradizione classica filosofica in cui l’aumentare dell’età non rappresenta la perdita di qualcosa ma l’acquisizione di una maggiore capacità di comprensione della vita e delle esperienze che si riflette anche in una diversa rappresentazione sociale (Moscovici) della persona anziana.