Lo psicologo di famiglia: perchè no?
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Perchè non è previsto uno psicologo di famiglia? Perchè se abbiamo una febbre alta, una cisti dolente, qualche neo sospetto, la necessità di una consultazione per un ricovero, una ricetta, un consiglio su strutture specializzate o su specialisti, ecc., abbiamo una figura di riferimento a cui rivolgerci senza nessun problema e se invece ci sentiamo di umore insolitamente depresso, non riusciamo più a stare ai ritmi soliti (lavorativi o sociali), abbiamo delle difficoltà sessuali, di intimità, relazionali, non riusciamo a trovare un partner, ci sentiamo soli, siamo sempre arrabbiati, dormiamo male, ci grattiamo di continuo quando siamo sotto stress, scoppiamo improvvismante in un pianto senza un’apparente motivazione, ecc., non sappiamo a chi rivolgerci? Molti nemmeno pensano di avere bisogno di aiuto, di una figura competente che si occupa di questi “sintomi” - che peraltro non vengono quasi mai visti come tali - e si rassegnano all’idea di non poter cambiare. Altri, invece, sono costretti al passaparola in cerca di uno psicologo o devono rivolgersi esclusivamente alle ASL, i più “sfortunati” chiedono l’aiuto a maghi, alchimisti, pranoterapeuti, allo zodiaco, al gratta e vinci o all’amico di turno. A quanti verrebbe in mente di ceracare l’aiuto di un amico per affrontare davanti ad una birra, o ad una tazza di thè o al telefono il problema della strana tosse che ci dà così tanto fastidio o le strane bolle che ci sono comparse sulla schiena, ecc.?La nostra cultura e la nostra società non hanno ancora integrato, accettato, capito la figura dello psicologo. La cosa più sconcertante è che non l’hanno capito nemmeno molti medici - che, in quanto professionisti deiditi alla salute delle persone dovrebbero ben conoscere l’importanza delle difficoltà psicologiche e delle malattie mentali - e molti politiic che si occupano di sanità. Questo inquitenate scenario costituisce la cornice entro cui giornalmente si consumano giorni di estrema sofferenza che rimane inascoltata.Quante volte si sente dire “io allo psicologo non ci credo”, e quante volte questa frase viene confusa con una rispettabilissima opinione personale? Pensiamo alle reazioni di chi ascoltasse invece “io ai medici non ci credo”! Certo ci sono numerosoe variabili - psicologiche e non - che motivano affermazioni del genere, ma l’ignoranza, la mancanza di cultura psicologica e la scarsezza con cui gli psicologi vengono impiegati nei numerosi che contesti, che invece ne necessiterebbero e ne gioverebbero, vanno assolutamente contrastate. Ci sono moltissime persone che soffrono, che giornalmen$et si sentono infelici e che hanno una serie di problemi che impediscono loro di vivere una vita degna di questo nome.
Per concludere: nelle difficoltà il medico ci aiuta a sopravvivere ma è lo psicologo che ci aiuta a vivere.