Esistono diversi processi cognitivo percettivi che intervengono nella percezione e nella rappresentazione della realtà. Tali processi vengono studiati attraverso l’utilizzo delle illusioni ottiche, metodo già utilizzato dalla Psicologia della Gestlat. Attraverso lo studio della reazione dei soggetti a specifiche configurazioni si possono inferire specifici processi cognitivi che vengono attivati da parti dei soggetti; la cosa più interessante è che tali processi sono in stretta connessione con fenomeni intrapsichici (stress, tono emotivo, umore, motivazione, ecc.) ed influenzano non solo la percezione ma anche il pensiero, la categorizzazione e l’elaborazione delle emozioni.

1. Processi di completamento

I fenomeni e i procedimenti del completamento nella visione,nell’udito, nel tatto, ecc., hanno tutti in comune la produzione attiva, da parte dell’osservatore, di elementi non rappresentati ma che vengono tuttavia intuiti o direttamente percepiti quando si esaminano certe configurazioni.

Il completamento nella percezione è guidato da aspettative dell’osservatore, e mira a confermare e consolidare gli schemi mentali del percipiente, in accordo con esigenze conoscitive di congruenza e regolarità, con i bisogni di spiegazione e previsione; in alcuni casi è sollecitato da tali bisogni.

Esistono due forme diverse di completamento: “amodale” e “modale”.

1) Completamento “amodale”

Nel completamento “amodale” alcune zone della figura stimolo risultano sottoposte ad altre superfici opache e vengono completate nel corso dell’atto percettivo, vengono intuite senza nessuna neo produzione:

  • “effetto schermo”: la superficie percettivamente completata appare retroposta o sottoposta rispetto ad un’altra.
  • “effetto tunnel”: l’oggetto completato sembra entrare da una parte e fuoriuscire dall’altra, rispetto ad una superficie coprente.
  • “effetto schermo”: ed “effetto tunnel” possono risultare chiaramente compresenti.

 

“effetto schermo” (Michotte, Thinée, Crabbé , 1967).

“effetto tunnel” (Michotte, Thinée, Crabbé , 1967).

2) Completamento “modale”

Nel completamento “modale” avviene una produzione vera e propria (di colore, di suono, di forma, ecc.) nell’esperienza del soggetto in assenza di qualsiasi stimolo corrispondente; in altre parole si tratta di una produzione allucinatoria, anche se sempre nell’ambito della normalità.

L’oggetto allucinatorio che viene percepito acquista risalto e viene delimitato da contorni netti o sfumati chiamati “contorni illusori” o “illusory contours”.

Triangolo illusorio di G. Kanizsa

Triangolo illusorio di G. Kanizsa (1955).

Figura di W. Metzger (1953)

L’oggetto illusorio compare per dare significato plausibile alle posizioni delle figure umane (Bonaiuto, Giannini, 1988).

Per vedere alcune di queste figure http://www.illuweb.it/

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