L’empatia: l’oggettività della soggettività
Pubblicato in Psicologia | Letto 1384 volte da 271 visitatori
L’empatia è la capacità di leggere fra le righe, di captare gli stati emozionali, di cogliere anche i segnali non verbali rilevatori di uno stato d’animo e di intuire quale valore rivesta un particolare evento per l’interlocutore. L’ascolto empatico non impone una direttiva, ma pone l’altro nella condizione di esplorarsi per trovare la sua verità.
Tutto questo richiede necessariamante la sospensione di tutti i parametri personali con cui normalmente ci si orienta per dare significati, attribuire valore ed emozionarsi. In psicologia, ed in particolare nella psicoterapia o nei contesti clinici in generale, l’empatia risulta essere essenziale sia per quel che riguarda la fase diagnostica e/o valutativa - per comprendere realmente i fenomeni interni delle persone e conoscere gli stati d’animo e le motivazioni personali - sia per quanto concerno un intervento terapeutico - per sapere di che cosa ha realmente bisogno quella persona in quel pareticolare contesto.
Dunque per leggere una situazione con una chiave di lettura psicologica, necessaria quando si ha a che fare con variabili umane, occore avere due pounti di vista: la comprensione intellettuale e quella empatica. La prima si concentra sui fatti, indaga come stano realmente accuduti gli eventi e si avvale della logica aristotelica causa-effetto.La seconda una sensibilità elevata ed una capacità di immersione nell’esperienza soggettiva dell’altro che, anche se può essere allenata ed esercitata, deve far parte del bagaglio personale innato.
Altri fattori fondamentali che rendono possibile l’utilizzo di un approccio empatico sono: la trasparenza e la capacità di accettazione incondizionata. Per trasparenza intendiamo l’accordo tra i sentimenti manifestati e quelli realmente provati, infatti, se l’interlocutore percepisce trasparenza, può aprirsi con fiducia, e tentare di replicare tale trasparenza al’interno della sua modalità comunicativa. Trasparenza, però, non significa rivelare impulsivamente tutti i sentimenti, ma implica il non simulare o dissimulare un sentimento, perché l’interlocutore potrebbe percepirlo. L’accettazione incondizionata consiste nell’astensione da valutazioni, da giudizi, da approvazioni o disapprovazioni e da correzioni. La comprensione empatica implica la sospensione dei giudizi morali o etici suoi sentimenti riferiti dall’interlocutore.
Per quel che riguarda lo psicologo l’empatia rappresenta uno dei principali strumenti conoscitivi e di intervento, come sottolienato da Heinza Kohut (1971, 1977, 1978) - psicoanalista nordamericano di origini austriache che fu il primo a introdurre l’empatia all’interno di un modello psicoanalitico sotto il nome di introspespezione vicariante, specificandone l’importanza clinica e terapeutica e collegandola al vissuto soggettivo e alla innovativa teoria del narcisismo da lui stesso proposta -essa deve essere però abbinata ad una medesima capacità di riemergere dall’esperienza dell’altro per poter, una volta compresi i vissuti interni, gestire le informazione in modo più distaccato e per poter riappropriarsi della propria vita al termine dell’ora lavorativa.