Il Dsm (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali), a cura dell’ Associazione Psichiatrica Americana (APA), è un classificazione categoriale che suddivide i disturbi mentali sulla base di set di criteri con caratteristiche descrittive.

Il DSM utilizza un approccio definito come “sistema multiassiale”.

La classificazione multiassiale del DSM-IV-TR comprende:

  • Asse I: Disturbi Clinici
  • Altre condizioni che possono essere oggetto di attenzione clinica
  • Asse II: Disturbi di Personalità
  • Ritardo Mentale
  • Asse III: Condizioni Mediche Generali
  • Asse IV: Problemi Psicosociali e Ambientali
  • Asse V: Valutazione Globale del Funzionamento

I dieci Disturbi di Personalità (che insieme al Ritardo Mentale costituiscono l’Asse II) contemplati dal DSM-IV-TR vengono suddivisi, in base ad analogie descrittive, in tre cluster:

  • cluster A: strani o eccentrici; (Disturbi di Personalità Paranoide, Schizoide e Schizotipica).
  • cluster B: amplificativi, emotivi, instabili; (Disturbi di Personalità Antisociale, Borderline, Istrionico e Narcisistico).
  • cluster C: ansiosi o paurosi; (Disturbo di Personalità Evitante, Dipendente e Ossessivo-Compulsivo).

I criteri diagnostici per i Disturbi di Personalità previsti dal DSM possono essere così riassunti:

  • Criterio A: Un modello abituale di esperienza interiore e di comportamento che devia marcatamente rispetto alle aspettative della cultura dell’individuo. Questo modello si manifesta in due (o più) delle aree seguenti:
    1. Cognitività
    2. Affettività
    3. Funzionamento interpersonale
    4. Controllo degli impulsi
  • Criterio B: Il modello abituale risulta inflessibile e pervasivo in una varietà di situazioni personali e sociali.
  • Criterio C: Il modello abituale determina un disagio clinicamente significativo e compromissione del funzionamento sociale, lavorativo e di altre aree importanti.
  • Criterio D: Il modello è stabile e di lunga durata, e l’esordio può essere fatto risalire almeno all’adolescenza o alla prima età adulta.
  • Criterio E: Il modello abituale non risulta meglio giustificato come manifestazione o conseguenza di un altro disturbo mentale.
  • Criterio F: Il modello abituale non risulta collegato agli effetti fisiologici diretti di una sostanza o di una condizione medica generale.
Segnala questo articolo: [ Digg this digg ] [ Add to del.icio.us del.icio.us ]