Lo Sportello Psicologico d’ascolto: un’esperienza clinica - parte III/III
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Il secondo caso è stato segnalato allo sportello da un insegnate che ha ritenuto opportuno parlare allo psicologo di un bambino particolarmente vivace ed indomito che rendeva le lezioni in classe impossibili a lei e ai compagni. L’insegnante riteneva necessario un allontanamento del bambino dalla classe per poter al tempo stesso evitare di rallentare i compagni ed offrire un sostegno alternativo al “bambino problematico”; inoltre appariva particolarmente frustrata dagli insuccessi ottenuti nella “gestione” del bambino attraverso un utilizzo sistematico di punizioni, note e rimproveri che in alcuni casi erano vere e proprie umiliazioni.
Lo psicologo presente allo sportello ha ritenuto utile ascoltare anche i genitori del bambino e li ha convocati per un incontro. I genitori si sono mostrati del tutto incapaci di offrire un punto di vista proprio chiaro e coerente, rivelando un’ambiguità di fondo nel rapporto con il bambino e con gli insegnanti: da un lato sembravano aver delegato la gestione e la punizione del figlio alla scuola, dall’altro criticavano in modo passivo e anassertivo l’operato degli insegnanti ai quali venivano fatti dei regali per evitare la bocciature del bambino stesso.
La discussione dell’equipe ha portato alle seguenti conclusioni:
- Un probabile disturbo dell’attenzione con iperattività nel bambino.
- Una totale mancanza di cultura psicologica e pedagogica negli insegnati e nei genitori.
- Un pericoloso circolo vizioso all’interno del quale il bambino frustrato e abbandonato alle sue difficoltà esprimeva rabbia e aggressività ricevendo come risposta punizioni ed ulteriori frustrazione che non facevano altro che montare nuovamente rabbia e aggressività.
Pertanto la risposta fornita dall’euiqpe ai genitori e agli insegnanti è stata: - Proporre un intervento specifico per il bambino.
- Proporre degli incontri con il personale docente per iniziare a creare una cultura psicologica nella scuola, cercando di contrastare il pericoloso muro talvolta eretto dai docenti in difesa dei propri concetti e delle proprie teorie pedagogiche.
- Proporre un percorso ai genitori avendo come obiettivi la comprensione e la gestione delle difficoltà del bambino e della famiglia in toto.
La restituzione operata dallo sportello è stata accolta con molte reticenze da parte degli insegnanti che hanno deciso di non usufruire degli incontri proposti, mentre i genitori sono sembrati disponibili ad affidarsi ad uno psicologo e a iniziare un trattamento per il figlio.
Nel complesso la l’esperienza dello sportello ha permesso all’equipe di comprendere quanto sia importante la presenza di uno psicologo in un contesto come la scuola.
Essa infatti rappresenta il punto privilegiato di osservazione per quel che riguarda possibili difficoltà dei bambini, delle famiglie e dei genitori.
La difficoltà maggiore è creare la cultura psicologica giusta che renda possibile non solo la presenza dello psicologo ma anche il giusto utilizzo della risorsa. Pertanto è importantissimo promuovere e proporre servizi di questo tipo sempre di più e sempre più spesso, soprattutto in quelle realtà che di più necessitano di questo spazio di osservazione comprensione azione.