Kernberg e il narcisismo. Parte I/II
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Il narcisismo assume nel modello di Otto Kernberg un ruolo centrale per la sua stretta connessione con il tema delle relazioni oggettuali; come più volte sottolineato, infatti, Kernberg ipotizza uno sviluppo simultaneo e correlato del narcisismo e della relazione oggettuale, che si riflette, nei casi di disturbi narcisistici del carattere, nell’instaurarsi non solo di un narcisismo patologico ma anche di relazioni oggettuali patologiche.
Aspetto fondamentale del tema del narcisismo, così come viene definito da Kernberg, è la differenza sostanziale tra il narcisismo normale (infantile o tratto di personalità nell’individuo adulto) e il narcisismo presente nei pazienti con una personalità narcisista, in questo ultimo caso il narcisismo assume una connotazione strettamente patologica.
Egli sostiene, infatti, che il narcisismo dei pazienti affetti da disturbo narcisistico di personalità sia qualitativamente e quantitativamente diverso sia da quello presente sia negli individui sani, sia dal narcisismo primario infantile (che come ricordiamo nel modello di Kernberg prevede già la presenza di oggetti interiorizzati). Questa affermazione è in contrasto sia con la visione di Freud, secondo la quale il narcisismo nelle nevrosi narcisistiche non è altro che una regressione al narcisismo primario, o meglio un ritiro della libido oggettuale sull’Io, sia con le ipotesi di Kohut, secondo il quale la causa principale del disturbo narcisistico di personalità è un arresto dello sviluppo normale della persona, semplicemente un blocco evolutivo che non permette l’instaurarsi di strutture normali.
Sintetizziamo ora le caratteristiche del narcisismo normale secondo l’impostazione teorico-clinica di Kernberg:
1. Il narcisismo è definito come l’investimento libidico del Sé (Hartmann, 1946).
2. Il Sé è una struttura intrapsichica che fa parte dell’Io ed è costituita da rappresentazioni affettivo-cognitive di se stessi in reali interazioni con altri significativi e in interazioni fantastiche con rappresentazioni di altri significativi (vedi Hartmann).
3. La realtà del Sé, e quindi la normalità del narcisismo, viene misurata attraverso l’esame delle aspirazioni che esprimono gli scopi inconsci, preconsci e consci dell’Io, e delle funzioni di critica svolte dal Super-Io (ideale dell’Io) e dall’Io stesso, e che regolano l’autostima.
4. L’autostima viene regolata anche da fonti di soddisfacimento esterne, (quali successo sociale, efficienza, gratificazione intellettuale, ecc.) e dalla capacità sublimatoria del Sé che permette di equilibrare i derivati pulsionali libidici e aggressivi con le richieste ambientali.
5. L’accrescimento di autostima, e il conseguente accrescimento di investimento libidico del Sé porta ad un accrescimento anche della libido oggettuale; in altri termini un individuo in armonia con se stesso, con una forte autostima e con un forte investimento del Sé è in grado di investire in misura maggiore sugli oggetti esterni e nelle loro rappresentazioni interiorizzate (questa visione, in aperto contrasto con le ipotesi freudiane, concorda invece con le ipotesi kohutiane).
Pazienti che mostrano un narcisismo normale, e quindi una integrità strutturale del Sé, del Super-Io, e dell’ideale dell’Io, ma una fissazione a scopi e conflitti narcisistici infantili sono affetti da una patologia del carattere di tipo nevrotico.