La scala D (depressione) dell’MMPI I: commenti ed osservazioni
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La scala D del Minnesota Multiphasic Personality Inventory (Hataway, McKinley, 1942) fa riferimento a pazienti a cui era stata diagnosticata una reazione depressiva o una fase depressiva della psicosi maniaco-depressiva. Tali caratteristiche furono ritrovate anche in pazienti ricoverati con una diversa diagnosi psichiatrica.
Costrutto “depressione”
- Bollen: “una variabile che non sia direttamente osservabile”;
- Kerlinger “concetto deliberatamente inventato per scopi scientifici”.
Informazioni circa la povertà delle reazioni emotive e circa l’incapacità ad assumere un normale ottimismo nei confronti del futuro; frequentemente è la scala più elevata nei profili dei pazienti psichiatrici in generale e fra le più alte nei nevrotici in particolare.
- Perdita di interesse
- Apatia
- Negazione di esperienze piacevoli
- Riduzione delle capacità lavorative
Alti punteggi suggeriscono una modalità di reazione di tipo depressivo in situazioni di stress, con scarsa fiducia nelle proprie capacità, sensi di inutilità e di angoscia e tratti introversivi. Il problema è tanto più grave quanto più è presente l’associazione con elevazioni delle scale dell’area psicotica (Pt, Sc). In altre parole punteggi elevati indicano la presenza di pensieri pessimistici, depressivi, di sentimenti malinconici, di vuoto, di disperazione, di incertezza sul futuro ed una generale indifferenza verso la vita. Possono emergere inoltre idee di morte e suicidarie, sentimenti di colpa, in loro manca soprattutto la capacità di riuscire a considerare gli altri come possibili fonti di aiuto. Bassi punteggi stanno ad indicare la presenza di naturalezza nell’affrontare compiti o relazioni sociali, con una buona variabilità di interessi.. Occorre tuttavia tenere sempre presente che in una scala unipolare i punteggi riflettono semplicemente l’assenza delle caratteristiche dei punteggi alti.
Operazionalizzazione e indicatori:
Items: n°60
V : 5, 13, 23, 32, 41, 43, 52, 67, 86, 104, 130, 138, 142, 158, 159, 182, 189, 193, 236, 259.
F: 2, 8, 9, 18, 30, 36, 39, 46, 51, 57, 58, 64, 80, 88, 89, 95, 98, 107, 122, 131, 145, 152, 153, 154, 155, 160, 178, 191, 207, 208, 233, 241, 242, 248, 263, 270, 271, 272, 285, 296.
Si concentrano su sensazioni di peggioramento rispetto ad uno standard precedente in diverse aree quali: lavorativa, relazionale, di performance cognitiva, medico-fisiologica. Il costrutto è operazionalizzato attraverso la raccolta di una serie di comportamenti o atteggiamenti (autoattribuiti) congruente con la definizione del costrutto “depressione” sopra citato).
Contenuto di alcuni items:
- D5 Vengo facilmente svegliato dai rumori (V)
- D9 Sono capace di lavorare come lo sono sempre stato (F)
- D23 Spesso soffro di nausea e vomito (V)
- D30 Ogni tanto mi viene voglia di imprecare (F)
- D80 Qualche volta mi capita di stuzzicare gli animali (F)
- D88 Di solito penso che la vita vada vissuta (F)
- D131 Mai sono preoccupato dal pensiero di prendere una malattia (F)
- D153 Negli ultimi anni sono stato sempre bene (F)
- D158 Piango facilmente (V)
- D178 La mia memoria mi pare buona (F)
- D182 Mi preoccupa spesso il pensiero di poter diventare matto (V)
- D189 Mi sento debole molto spesso (V)
Metodo di interpretazione
- Per punte: valori della scala D superiori a 70: “tono dell’umore depresso, astenico sfiduciato. Sono presenti problemi di rapporto con l’ambiente dovuti all’attenzione che il soggetto rivolge verso se stesso” (punteggi 70-80); “il soggetto è profondamente depresso; possono essere presenti rallentamenti psicomotori, povertà ideativa, polarizzazioni pessimistiche del pensiero” (> 80).
- Schema di Diamone (unità bipolari): scala D e scala Ma, valutazione dei “livelli di attività”. D maggiore di Ma: “perdita totale di interessi o scopi da raggiungere”; D minore di Ma: “ottimismo, fiducia e attività, fino ad un’agitazione disforica ed inconcludente”.
- Interpretazione per codici: le scale cliniche sono identificate da una numerazione convenzionaleed il quadro patologico è espresso attraverso un codice. Per identificare i tratti salienti di personalità occorre solamente individuare le scale con i valori numerici più elevati.
NOTE
Osservazioni:
- I criteri diagnostici kraepeliniani sulla base dei quali è costruito il test sono descrittivi ma non sono specificati ed approfonditi nel manuale.
- La durata del test può incidere sulla possibilità che persone depresse riescano a portarlo a compimento.
- La motivazione alla compilazione corretta e veritiera del questionario in pazienti depressi può essere notevolmente ridotta.
Errori nella costruzione del questionario di tipo:
- Domande Linguisticamente Ambigue (AL): D80 Qualche volta mi capita di stuzzicare gli animali (F)
- Domande capaci di influenzare chi risponde: Domande Pilotanti (o suggestive): D131 Mai sono preoccupato dal pensiero di prendere una malattia (F)
- Domande Doppie (DD): D23 Spesso soffro di nausea e vomito (V)
- Domande con asserzioni presupposte (AP: ) D9 Sono capace di lavorare come lo sono sempre stato (F).
Altre osservazioni sugli indicatori (items):
- D5 Vengo facilmente svegliato dai rumori (V): non è sempre vero, soprattutto non tiene conto della possibilità che il soggetto stia prendendo psicofarmaci ed abbia un sono più pesante.
- D9 Sono capace di lavorare come lo sono sempre stato (F): fa riferimento ad uno standard lavorativo non bene specificato e non tiene conto del confronto con gli altri ed infine ci si può sentire capaci di lavorare come sempre e di percepire questo come un mancato miglioramento o progresso (non sono in grado di migliorarmi).
- D153 Negli ultimi anni sono stato sempre bene (F): non sono specificati dei criteri temporali, può darsi che si stia in uno stato depressivo da poco tempo.