L’intelligenza emotiva
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L’intelligenza molto si associa immediatamente al Q.I., quoziente intellettivo, ossia alla capacità razionale, logica di ragionare, esprimere pensieri, cognizioni, percezioni.
In realtà esistono molteplici sfaccettature dell’intelligenza ed in particolare ne esiste una fondamentale, importante quanto il Q.I. molto spesso sottovalutata che costituisce un prerequisisto essenziale per il successo nella vita: l‘intelligenza emotiva.
Che cos’è l’intelligenza emotiva?
Il primo a concettualizzare l’intelligenza emotiva è stato Daniel Goleman http://it.wikipedia.org/wiki/Daniel_Goleman che la definisce così: “un modo particolarmente efficace di trattare se stessi e gli altri”.
In altre parole l’intelligenza emotivaindica l’insieme delle capacità di un individuo che gli consentono di relazionarsi in modo efficace attraverso due principali abilità:
- la competenza personale: capacità di monitoraggio delle proprie emozioni, autocontrollo, motivazione.
- la competenza sociale: capacità di riconoscere le emozioni degli altri, empatia, sapersi relaizonare.
Dunque essere intelligenti non significa semplicemente saper fare previsioni, ipotesi di tipo razionale causale ma anche saper leggere i cointesti emotivi-affettivi-relazionali e sapersi approcciare ad essi in modo congruo e gratificante. Molte persone possono avere un Q.I sopra la media e mostrare livelli bassissimi di intelligenza emotiva. Un esempio estremo ma illuminante in tal senso sono i serial killer: persone in grao di condurre una vita formalemente normale ma emotivamente arida e vuota, totalmente incapaci di relazionarsi e cercare scambi e gratificazioni con gli altri.
Il problema è che molto spesso si confodnon i due livelli e ci si trova ad avere persone che occupano posti di lavoro in cui l’intelligenza emotiva è fondamentale sulla base solamente del loro Q.I.; è il caso ad esempio di psicologi e psicoterapeuti capacissimi nella diagnosi, nella tecnica, nella forma e totalmente incapaci di riflettere sulle proprie e sulle altrui emozioni, in grado di instaurare una relaizone che dovrebbe essere terapeutica solo sulla base della suggestione e della distanza emotiva.