Problemi, farmaci e disturbi del sonno
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Cosa sono i disturbi del sonno? Perchè ci capita di dormire male, di non riuscire ad addromentarsi o di svegliarci presto o di frequente?
I motivi sono moltissmi; occore innanzitutto precisare che il sonno si attraversa numerosi stadi che si alternano ciclicamente nel corso della notte variando per durata ma non per sequenza.
Le onde cerebrali (alfa, beta, delta e teta) dei diversi stadi rilevate con l’Elettroencefalogramma (EEG) sono diversa a seconda dello stadio e riflettono il tipo di attività cerebrale in corso: rilassata (ad esempio nello Stadio 1, attiva nella fase REM).
Stadio 1: l’attività alfa diminuisce, il pattern di attivazione scarso, L’EEG è costituito principalmente da onde di basso voltaggio di frequenza mista tra i 3-7 Hz. I movimenti degli occhi sono lenti, rotanti e oscillatori.
Stadio 2: è presente una attività di fondo di voltaggio relativamente basso, con frequenza variabile ma vicina alle onde theta (3-7 Hz). Si verificano dei picchi chiamati complessi K e i fusi del sonno. I movimenti degli occhi sono assenti.
Stadio 3: attività Delta ovvero onde EEG di grande ampiezza (>75 microvolt) e bassa frequenza (circa 0,5 - 2 Hz). Il tono muscolare in questo stadio è lievemente ridotto ed i movimenti degli occhi praticamente assenti.
Stadio 4: è caratterizzato dalla presenza di onde lente e molto ampie dette onde delta (Frequenza inferiore ai 4 Hz).I movimenti degli occhi non sono presenti mentre persiste uno stato di attivazione muscolare tonica molto basso.
Lo stadio REM: è caratterizzato da un EEG a basso voltaggio con frequenze miste. I movimenti oculari rapidi (da cui appunto la denominazione dello Rapid Eye Movements)) ed il basso tono dei muscoli mentonieri. E’ lo stadio in cui si verificano quasi tutti i sogni.
Questi diversi stadi che ciclicamente si aletranano durante la notte possono racchiusi in tre grandi fasi: addromentamento, sonno e risveglio. Questo significa che avere delle difficoltà a adormire non è uguale per tutti: a seconda della difficoltà (addromentarsi, dormire senza risvegli notturni o difficoltà nello svegliarsi troppo presto o troppo tardi) si hanno diversi significati ed interventi.
Anche i farmaci devono essere adeguati al problema e devono essere rigorosamente prescritti da un medico che deve sapere quale farmaco è migliore per quello specifico distgurbo del sonno. tendenzialmente i farmaci più utilizzati sono:
Benzodiazepine (Ansiolin, Control, En, Frontal, Lexotan, Lorans, Prazene, Tavor, Xanax, Valium), derivati delle benzodiazepine (Dalmadorm, Felison, Halcion, Minias, Roipnol) e sedativi (Buspar, Nottem, Sedatol, Stilnox, Valeriana).
Dal punto di vista psicologico i significati delle difficoltà nel dormire sono molteplici a seconda della fase e della persona stessa. Si può comunque affermare che tendenzialmente:
- la difficoltà ad addormentarsi riflette scarsa capacità di affidarsi (dormire significa abbandonarsi ad una situazione diversa, nuova, oscura), tendenza ad un ipercontrollo della relatà (dormire significa cedere il passo all’inconscio, ai sogni e ed interrompere - o mneglio attenuare - momentanemante i contatto con il mondo esterno), angosce enasie dovute a rumoinazioni su pensieri e preoccupazioni passate o future.
- la difficoltà a dormire senza continui risvelgi riflette incapacità di gestire l’ansia, tendenza al controllo, scarsa capacità di elaborazione dei propri conflitti e difficoltà.
- la difficoltà nel risveglio può esprimere eccessive preoccupazioni (spesso di tipo depressivo) per il futuro o la giornata che si deve affrontare, a volte dovute alle ruminazioni notturne che hanno impedito un addormentatmento poco problematico. I risvegli per così dire anticipati riflettono invece una profonda ansia e angoscia che spinge ad un’attivazione anticipata per meglio controllare e prevedere “imprevisti” e impegni.
Dunque il sonno così importante da molti punti di vista può essere un campanello di allarme che ci segnala una difficoltà interna che si manifesta attraverso un disturbo del sonno stesso.
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