Un imprtante considerazione riguarda il fatto che molto spesso alcuni fattori di rischio possono rappresentare al contempo elemnii eziologici e sintomatologici del disturbo, in questo senso la schizotimia è molot importante. Essa è legata ad un senso di inattività, di anedonia e di chiusura emotivo relazionale che si sovrappone ai sintomi negativi.
In altre parole la schizotipia è un comportamento erratico simile alla schizofrenia ma meno appariscente e debilitante.
In passato si è ipotizzato che fosse composta da ansia sociale, non-conformità impulsiva e percezioni inusuali, e da aspetti negativi come l’introversione; Meehl (1962) in una sua prima teorizzazione descrisse l’anedonia come una caratteristica centrale della schizotassia, un difetto neurale integrativo che può costituire il fondamento di un’organizzazione di personalità schizotipica, che a sua volta riflette una vulnerabilità a sviluppare la schizofrenia.
Successivamente lo stesso autore (1990) ha ipotizzato che l’anedonia sia un fattore di differenza individuale con un suo range normale di variabilità, che può influenzare lo sviluppo della schizofrenia a partire da una condizione di schizotipia.

Tale ipotesi fu testata in uno studio su un campione di 1.526 studenti delle scuole superiori a cui fu somministrata la Revised Social Anhedonia Scale (RSAS) – uno strumento per la rilevazione dell’anedonia. L’analisi delle risposte ottenute al questionario portò all’estrazione di quattro fattori e all’applicazione di analisi tassometriche con lo scopo di capire se l’anedonia fosse una caratteristica centrale della schizotipia oppure un fattore individuale che influenzava l’espressione della schizotipia stessa.
I risultati furono estremamente chiari ed indicarono che il costrutto dell’anedonia sociale, misurato con il RSAS, è tassonico e stabilirono un tasso base di .10 per la schizotipia nella popolazione generale. In altre aprole tali risultati danno ulteriore fondamento all’idea che l’anedonia sia un marker centrale della vulnerabilità a sviluppare la schizofrenia (Blanchard, J. J., Gangestad, S. W., Brown, S. A., & Horan, W. P. 2000).

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