Sintomi negativi della schizofrenia
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I sintomi negativi presentano un esordio precoce e rappresentano tutti ciò che il malato “ha sottratto alla normalità”, in altre parole costituiscono un ritiro dal mondo relazionale attraverso un disinvestimento degli oggetti. Molto spesso vengono confusi, ed importante fare in qesuto senso diagnosi differenziale, con aspetti intriversivi del carattere o con disturbi di personalità schizoidi. Essi rappresentano un cluster sintomatologico caratterizzato dalla perdita dei normali livelli di attivazione, iniziativa ed affettività. A differenza dei sintomi positivi hanno un andamento persistente nel tempo e com’è noto rispondono in misura meno efficace ai trattamenti e rappresentano i sintomi che più significativamente compromettono il funzionamento del soggetto Esiste, inoltre, una differenziazione proposta nell’ambito della sintomatologia negativa tra sintomi negativi che comportano un deficit (Sintomi negativi deficitari o primari) e sintomi negativi che non provocano deficit (sintomi secondari). I sintomi primari sono parte integrante della malattia schizofrenica; sono duraturi e appaiono molto resistenti al trattamento farmacologico. I sintomi negativi secondari possono costituire o una conseguenza della terapia neurolettica, di una sottostimolazione ambientale o, ancora, di una presa di coscienza da parte del paziente della sua condizione di malattia. Sebbene siano peculiari della Schizofrenia, non sono patognomonici del disturbo, e prsentano specific correlati neurofisiologici: Volumi ridotti della sostanza bianca nelle regioni prefrontali e striatali Volumi ridotti nella sostanza bianca e grigia nel cingolato anteriore, nel lobo temporale sx e nella corteccia insulare Allargamento dei ventricoli Punteggi più elevati alle scale di valutazione per i sintomi negativi si correlano a deficit nella perfusione a livello della corteccia frontale, nelle regioni prefrontali mediale e dx, nel giro frontale inferiore dx, nelle aree associative della corteccia parietale, nel cingolato posteriore, nei gangli della base e nel talamo. Studi in cui è stata applicata l’analisi fattoriale hanno evidenziato che i sintomi negativi più caratteristici sono: l’apatia (mancanza di sentimenti, emozioni, interessi), l’appiattimento affettivo l’isolamento