Le forme del lavoro minorile sono tra le più diverse: si va dalla riduzione in schiavitù vera e propria (diffusa in particolare nel settore dei lavoratori domestici: in Kenia il 78% dei domestici minorenni viene “pagato” in natura con gli avanzi dei pasti) al lavoro in fabbriche, laboratori, o nel settore agricolo, alla prostituzione e al reclutamento per scopi militari (ILO, 1986; 1987) . In particolare i principali lavori e forme di sfruttamento minorile riguardano:

  • Il traffico di minori, spesso per lavori domestici in condizioni di schiavitù.
  • Lo sfruttamento sessuale.
  • Il lavoro nelle industrie e nelle piantagioni.
  • Il lavoro di strada.
  • Il lavoro familiare che si svolge nella casa o nel campo dei propri genitori e molte volte impedisce la frequenza della scuola o pregiudica uno sviluppo sano nelle fasi più delicate della crescita.
  • Il reclutamento all’interno di eserciti regolari e non: bambini soldato.

Nella seguente tabella (Tabella4) riportiamo i dati ILO (2002) sulle peggiori forme di lavoro minorile.
Tabella 4: dati ILO sulle peggiori forme di lavoro

Peggiori forme di lavoro minorile

Minori coinvolti

Traffico di minori

1.200.000

Lavori forzati

5.700.000

Bambini soldato

300.000

Prostituzione e pornografia

1.800.000

Attività illecite

600.000

Totale

8.400.000

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