Bambini soldato parteII
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Si fà leva sulla fragilità della personalità, ancora in fase di formazione a quell’età, per indurre il bambino a dare sfogo alla propria aggressività, ad uccidere senza riflettere, senza pietà né motivo; si alimenta la paura con la paura, il timore della violenza con la violenza e si induce alla vendetta. Ogni tentativo di sfuggire a questa drammatica realtà con la fuga, la sottrazione alla tratta o la diserzione una volta arruolato, si conclude per il bambino con la prigione, la tortura ed in troppi casi con la morte (Ferrari, Scalettari, 1996) .
Il reclutamento delle bambine avviene nelle stesse modalità e nei termini dei bambini, l’utilizzazione é stata registrata nella gran parte dei paesi dove sono impiegati minori al di sotto dei 15 anni, senza risparmio alcuno di abusi, violazione dei diritti e violenze. Da principio le bimbe sono destinate ad essere portaordini, vedette e portavivande, in seguito il loro compito sarà quello di diventare mogli temporanee di truppe ed ufficiali; il rischio maggiore nel quale incorrono é quello dell’abuso e della schiavitù sessuali.
Nonostante la rilevanza del fenomeno ed il continuo aumento registrato negli ultimi anni, esistono pochissimi studi in merito, soprattutto per quel che riguarda le conseguenze e gli effetti che esso causa (Bradshow, Rushing, Sajadi, 2002) .
Comunque si può affermare che il bambino soldato che riesce a sopravvivere all’esperienza della guerra, porterà su di sé segni indelebili. Le conseguenze sono principalmente di tre tipi: fisiche, psicologiche e sociali (Ferrari, Scalettari, 1996).
- Fisiche: dalla mutilazione dei corpi acerbi causata da mine, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità i conflitti armati e la violenza politica sono responsabili per la presenza di 4.000.000 di bambini mutilati o diasabili. Le conseguenze delle mutilazioni sono severe e non tutte le famiglie hanno la disponibiità economica per sostenere le spese relative alle cure riabilitative, che spesso sono lunghe e costose. Torture, volti sfigurati, violenze carnali, infezioni da malattie sessualmente trasmissibili incluso AIDS,, dipendenza da droga ed alcool, problemi all’udito ed alla vista, gravidanze precoci ed indesiderate sono tra ifenomeno maggiormente diffusi.
- Psicologiche: frustazione e traumi derivati dalle violenze belliche segnano la vita psichica di questi bambini talvolta per sempre. Questi minori soffrono di disturbi gravi della personalità, vivono la loro fanciullezza nel terrore di essere inseguiti, ricatturati, nella colpa e nella vergogna, hanno perso ogni fiducia negli adulti, soprattutto quando ad infliggere loro violenze fisiche e sessuali sono state proprio persone amiche. Rimangono spesso incapaci di gestire la propria aggressività, e sono pronti a scatenare paura ed istinti violenti alla minima discussione.
- Sociali: hanno un passato tremendo ed un futuro incerto, e sono privati in molti casi della loro famiglia. Il loro rientro al villaggio spesso non é possibile e vengono emarginati, esclusi, o cacciati perché considerati potenziali nemici. La loro incapacità ad adattarsi alla nuova situazione, l’impossibilità di reinserimento nel contesto sociale, scolastico, lavorativo, ne fà dei disadattati e nel caso delle fanciulle, delle destinate al mercato della prostituzione.
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