La teoria di Birren
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Il modello teorico dell’invecchiamento proposto da Birren si colloca all’interno di una prospettiva ampia ed integrativa che non definisce, in modo riduttivo, l’invecchiamento solamente in funzione della biologia; in altre parole i cambiamenti che caratterizzano la terza età sarebbero al di fuori del controllo genetico.
Per Birren l’invecchiamento è un fenomeno ecologico ed in quanto tale implica la biologia di un individuo, pone sullo stesso piano sia i fattori ambientali, sia quelli sociali e personali. Egli pone due concetti chiave al centro del suo modello:
- La distinzione tra diversi tipi di invecchiamento: invecchiamento differenziale.
- Una visione evolutiva dell’invecchiamento, in questo Birren condivide con altri modelli – tra cui il modello SOC di Baltes che discuteremo nel prossimo paragrafo – la prospettiva della terza età come un insieme di perdite e guadagni.
Birren suddivide l’invecchiamento in tre macro categorie:
- Invecchiamento primario: fa riferimento ad un invecchiamento normale inteso in senso puramente statistico.
- Invecchiamento secondario: è un tipo di invecchiamento definito dalla patologia che inevitabilmente è collegata all’avanzare dell’età.
- Invecchiamento terziario: una conseguenza del cumulo di malattie dovuto all’invecchiamento secondario e delle capacità di adattamento del soggetto.
Il modello di Birren dunque pone aspetti medici, psicologici, biologici, ambientali e relazionali sullo stesso piano ed in questo modo offre lo spunto per una riflessione più positiva sulla terza età ed apre a nuove possibilità di intervento.