I cambiamenti a livello fisico che maggiormente caratterizzano la vecchiaia coinvolgono soprattutto il sistema nervoso. Il sistema cardiovascolare, respiratorio, endocrino, digestivo, urinario e genitale, scheletrico e muscolare (Baroni, 2003).
I principali cambiamenti psicologici delle persone anziane che incidono sia a livello psicoaffettivo sia relazionale, si orientano principalmente intorno a temi centrali quali l’autostima, l’umore alterato in senso depressivo, la minore self efficacy, solitudine e minore capacità di mantenere visioni positive di fronte ai cambiamenti o agli eventi di vita in generale.
Nel loro complesso i cambiamenti della terza età rimandano agli anziani un’immagine diversa che spesso coincide con un’immagine meno potente, più passiva, inducendo negli anziani stessi uno stato depressivo che non fa altro che peggiorare la situazione cognitivo-fisico-emotiva producendo un pericoloso circolo vizioso.
In questo senso intervenire anche a livello fisico per mantenere elevate le competenze motorie, fisiche promuovendo attività al tempo stesso ludiche relazionali in cui si può rivestire anche un nuovo ruolo basato sull’attività diventa fondamentale per la prevenzione di tipo primario, secondario e  terziario rispetto ad un invecchiamento degenerativo e caratterizzato da una qualità di vita bassissima.
I benefici fisiologici, psicologici e sociali derivanti dalla partecipazione ad attività fisica regolare riguardano in primo luogo il rallentamento dei processi di deterioramento fisico di cui abbiamo parlato nei paragrafi precedenti, con particolare riferimento alla struttura muscolo-scheletrica (Di Prospero, 2004). Inoltre l’efficacia del’attività fisica per la prevenzione della mortalità generale e di quella dovuta a malattie cardiovascolari è ampiamente dimostrata (Spinelli, 2002). Anche i benefici rispetto alla prevenzione dell’obesità e dei disturbi alimentari viene ad essere rafforzata dall’attività motoria.
Per quel che riguarda i benefici sul versante psicologico risulta ampiamente dimostrato un minor rischio di ammalarsi di disturbi dell’umore, in particolare di origine depressiva; inoltre aumenta il senso di benessere mentale e fisico e viene sperimentato un declino più lento dei processi cognitivi in generale. Inoltre l’autostima ed il grado di soddisfazione personale aumentano notevolmente. Per quel che riguarda poi, gli schemi comportamentali l’attività motoria li migliora modificando direttamente le credenze e gli atteggiamenti dei singoli individui e del contesto socioculturale, permettendo all’anziano di emettere nuovi comportamenti pianificati (Ajzen, 1985).
I principali effetti postivi di carattere prettamente sociale riguardano tutti i settori della vita dell’anziano, in particolare si ha una migliore capacità di relazionarsi con gli altri, dovuta, essenzialmente, alla possibilità di stare in gruppo, di assumere un nuovo ruolo e di creare un mondo comune, condiviso con mete, obiettivi, motivazioni e traguardi.
Il feedback che gli anziani ricevono dal gruppo di coetanei con cui sperimentano l’attività fisica produce un circolo vizioso di benessere: la migliore capacità motoria produce un benessere psicologico che si manifesta in una maggiore apertura e capacità sociale che rimanda all’anziano un’immagine di sé positiva, attiva, non decadente, funzionante…vitale!(Cesa Bianchi 1994).
La capacità di continuare a controllare il proprio corpo, la possibilità di mantenere una vita autonoma ed indipendente insieme alla condivisione e all’inserimento in un contesto sociale ludico ma al tempo stesso strutturante producono un senso di benessere immediato che si traduce a livello psicologico in una sensazione di libertà, di vitalità e di self efficacy che rinforzano l’autostima posticipando e contrastando il decadimento psicofisico che la natura ci impone (Imeroni, 1983).
Qui di seguito riportiamo in una tabella in modo schematico i principali benefici che l’attività motoria porta all’anziano sul piano fisico e psicosociale, come riportato da Lucidi (Spinelli, 2002, p. 160-163).

Benefici sul piano fisico

Benefici sul piano psicosociale

Fitness aerobica

Supporto alla partecipazione

Prevenzione e controllo delle malattie cardiache

Accrescimento dell’integrazione sociale e culturale

Controllo e cura del diabete

Accrescimento dell’integrazione generale

Controllo di obesità, colesterolo, composizione corporea

Formazione di  nuove amicizie

Incidenza di cancro, innalzamento di barriere immunitarie

Mantenimento dei ruoli ed acquisizione di nuovi ruoli

Salute delle ossa e prevenzione dell’osteoporosi

Accrescimento dello scambio intergenerazionale

Controllo dell’ipertensione

Processi cognitivi

Forza muscolare

Autostima

Immagine corporea

Immagine psicologica

 

I dati derivanti da ricerche recenti sono chiari nell’indicare che questi benefici non dipendono dall’età nella quale si inizia  a praticare, ma nella regolarità con cui la pratica sportiva viene svolta (Blair, 1989).

Dunque le nuove prospettive teoriche sulla terza età ci offrono una nuova visione della persona anziana, come persona ancora capace di condurre una vita autonoma e gratificante sottolineando gli aspetti evolutivi e progettuali ancora presenti, contrastando lo stereotipo della vecchiaia come degenerazione. All’interno di questa nuova prospettiva sono stati pensati diversi modelli di intervento, tra questi l’esercizio fisico e l’attività motoria sembra ricoprire un ruolo particolarmente interessante perché agisce su diverse aree: salute fisica, autonomia, socializzazione e benessere psicologico.

 

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